[Beta + Inviti] Threadsy, un Nuovo Approccio al Personal Information Management

Attualmente si possono delineare tre grandi categorie di client PIM (personal information manager) che puoi utilizzare per monitorare la tua presenza online.
Gli aggregatori duri e puri, in stile NetVibes/PageFlakes (primi storici tentativi in tal senso) che si limitano a raggruppare sotto uno stesso cappello contenuti di diversa provenienza (e importanza). iGoogle stesso segue questa filosofia, seppure in maniera minore.
I servizi e i tool dediti al filtering del rumore di fondo ...
che viaggia in rete. Soluzioni pensate cioè per poter scandagliare tutto l’oceano di contenuti prodotto quotidianamente sui social network e farti leggere solo ciò che davvero è rilevante. Abbiamo già visto alcune soluzioni in passato per filtrare con successo le tue reti.
Tutto il segmento, in forte espansione in questi ultimi mesi, dei client “faccio-tutto-io” alla TweetDeck, Nambu e Seesmic. Client che hanno ben pensato di integrare in un solo software modalità di lettura, filtering e pubblicazione attraverso i tre social network più in voga al momento (Facebook, Twitter e talvolta FriendFeed). Se ben ricordi, all’interno di questa categoria ci avevamo infilato anche PeopleBrowsr, che forse con troppo anticipo sui tempi già cerca di proporsi come client universale.
Con questa piccolo schema mentale mi accingevo qualche giorno fa a testare Threadsy, un nuovo “world’s first integrated communication client”.
In cosa si differenzia Threadsy?
Al di là dei titoli altisonanti, Thready fa il suo ingresso sul campo di battaglia con una nuova sfumatura che potrebbe, dopo qualche prima titubanza, avere il suo perché.
La domanda alla base che muove questo client è:
“Come fare in modo di rendere la vita facile ai moderni utenti del web?”
Se mediamente disponiamo tutti di almeno un paio di account di posta elettronica e siamo iscritti a una decina di social network diversi, come sopravvivere all’information overloading di contenuti da leggere e persone con cui interagire?
Avrai presente il quadro generale, vero?
Ti svegli la mattina e prima di poter avere anche solo un minimo sentore di come stiano andando le cose online devi* lanciare almeno un paio di finestre per controllare le nuove mail. Poi un login sul tuo client Twitter preferito per leggere gli ultimi reply e dm. E magari una capatina su Faceook per convalidare le richieste di amicizia e cestinare le trenta nuove richieste di fan su pagina. E nel frattempo telefono che suona, chat che lampeggia e una discreta voglia di tornare a letto.
*chi lavora in ufficio aggiunga anche un numero di ore a scelta di traffico cittadino.
Inbound e Unbound
Ecco, l’idea alla base di Threadsy è proprio quella di salvaguardare la sanità mentale dei suoi iscritti proponendo due grosse categorizzazioni ai contenuti aggregati: i required reading (inbound) e gli optional reading (unbound).
Due grosse scatole concettuali.
Nella prima scatola, quella degli inbound, finiscono aggregati tutti i contenti per i quali solitamente è richiesta una tua azione. Aggregando Twitter, qui finiranno tutti i reply e i DM, così come importando una Gmail le mail in entrata e importando Facebook nuovi messaggi, commenti ai tuoi status e ai contenuti pubblicati.
Nella seconda, dedicata agli unbound vengono invece scaricati tutti i contenuti di cui puoi fare anche a meno senza grossi problemi: la timeline pubblica di Twitter, la bacheca dei contatti su Facebook.
L’approccio -e lo si nota dal layout virato in puro termine di spazio occupato per un 80% sugli inbound- è quello di sveltire i tempi di reazione sui contenuti in entrata su diversi fronti, relegando la lettura dei contenuti altrui agli effettivi “momenti morti” della navigazione.
Sotto il cofano
Threadsy permette allo stato attuale di aggregare account email da AOL, Gmail, Windows Live Hotmail e Yahoo Mail, assieme ad un singolo account Facebook e infiniti account Twitter. Una buona base di partenza che meriterebbe però di essere espansa al più presto.
Sotto il profilo tecnico devo dire che, incredibilmente, Threadsy (seppure in beta) non fa una piega. Dalla registrazione al setup dei network, fino all’utilizzo concreto le cose scorrono così lisce che quasi non si notano le diverse sfaccettature del client.
Ogni contenuto recuperato per gli inbound viene ripulito da eventuali fronzoli. Una mail al primo colpo d’occhio non appare diversa da un commento ad un aggiornamento di status su Facebook o un DM su Twitter. Solo una volta selezionato un messaggio in ingresso Threadsy si mette d’impegno per fornire quante informazioni possibili a corredo, andando momentaneamente a riempire la zona inbound di tutto ciò sia stato possibile recuperare con le informazioni in proprio possesso.
Completano il pacchetto la possibilità di “filtrare-il-filtrato” visualizzando ciascun network aggregato separatamente, per contenuti “starred” (in pieno stile Gogle Reader) o per la classica ricerca per parole chiave.
Qualche considerazione finale
Threadsy è utile, chiaro e intuitivo.
Continuerò ad usare Threadsy nei prossimi giorni?
Sì.
È tutto rosa è fiori?
Beh, non proprio.
Una delle primissime cose che saltano all’occhio non appena messo il naso in questo client è la Meebo “chat with your friends” bar a fondo pagina. Probabilmente una scelta dettata da logiche di partnership, ma visto l’ottimo lavoro compiuto sul client quasi mi aspettavo qualcosa di più integrato della solita “barra social” che ultimamente si vede in giro su moltissimi blog. La sensazione, a prima vista, è un po’ quello della pezza aggiunta all’ultimo momento per poter integrare anche un client di instant messaging.
Inoltre non è possibile modificare elasticamente lo spazio occupato dalle zone inbound e unbound, se non agendo su due livelli di larghezza che prima restringono e poi nascondono del tutto i contenuti pubblici. Segno ancora una volta che la centralità di Threadsy è farti concentrare sui contenuti in entrata, che tu lo voglia o no.
Inoltre, e non è un dettaglio da poco, credo che Twitter e Facebook rappresentino una scelta di partenza quasi obbligata, essendo due dei più popolati social network di questi ultimi anni. Sono anche convinto però che il grosso del successo di questo client lo possa fare la capacità del team di aggregare (e alla svelta) ulteriori network. Il grosso rischio è che altrimenti, chi già si trovi a suo agio con client software come TweetDeck non riesca a cogliere la visione del team di sviluppo.
Prova Threadsy!
A quanto pare sembra che chiunque sia presente in beta possa invitare liberamente altri utenti.
Il che significa che probabilmente con un minimo di search si possano recuperare codici invito sufficienti a sfamare mezza blogosfera italiana. Ma per i più pigri, ecco qui un link di invito generato proprio ora dal mio client.
È valido per 10 nuove registrazioni, quindi affrettatevi!
http://bit.ly/5nzDzJ
All Inbox are created equal ?
Un’ultima piccola provocazione: ma è proprio vero che tutte le inbox hanno lo stesso peso?
Una mail di lavoro è importante come un DM su Twitter o un commento su Facebook?
Scarica ora il mio eBook gratuito: 21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog). Una selezione di articoli che ogni blogger dovrebbe leggere!
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